Il post che non avrei mai voluto scrivere, di nuovo! [Il ritorno di un incubo]

Da mesi lamentavo vuoti di memoria che col tempo si sono aggravati, fino al punto da rendere complicato il modo di esprimermi. Anche i pensieri più semplici non trovavano forma e mi obbligavo a riformularli senza successo, per poi puntualmente metterli da parte e tacere. Voi che conoscete il mio attaccamento alle parole, voi che conoscete il mio amore per ogni singola lettera dell’alfabeto sapete benissimo quanto difficile debba essere stato per me tenere la bocca chiusa. Anche scrivere cominciava a risultare complicato. I vuoti diventavano sempre più profondi ed incolmabili, le parole davvero introvabili. Io continuavo a tacere e sprofondavo sempre di più in un silenzio che non trovava sfogo, se non con la mia famiglia che invece di assecondarmi inizialmente ha reagito male, attaccandomi. Non gliene faccio una colpa, capisco il loro intento di spronarmi sebbene senza risultato.

Era un lunedì pomeriggio quando ho pensato bene di andare a correre. Mi piace farlo sulla strada mentre costeggio l’oceano, mi piace sentire il profumo di salsedine. Mi piace il panorama che si presenta ai miei occhi e la mente che ad ogni passo lascia andare un pensiero pesante, alleggerendosi. La prima parte – ovvero l’andata – l’ho corsa tutta a ritmo sostenuto. Anche il ritorno in parte, fino a quando ho cominciato a sentirmi particolarmente affaticata e senza nemmeno avere il tempo di rendermene conto ho provato la sensazione più brutta della mia vita.
• Quello che ho provato io è stata la perdita totale di controllo della mia testa che ha cominciato a scattare a ritmo regolare e veloce verso destra, senza che io potessi trattenerla in alcun modo. L’unica reazione che ho avuto è stata quella di puntare il dito verso l’alto, per un tempo che mi è parso infinito. Poi, il buio.
• Quello che hanno visto le persone che mi hanno soccorso – due uomini per l’esattezza – è invece che io ho cominciato a roteare su me stessa, indicando prima in alto e poi in basso. Ma soprattutto che non ho mai perso coscienza, con tutti i sintomi della crisi epilettica che immagino non ci sia bisogno di elencare.
Al mio risveglio non ricordavo assolutamente nulla. Non sapevo dove ero, non ricordavo il mio nome e nemmeno quello dei miei famigliari. Non avevo idea di dove abitassi e di cosa stessi facendo lì. Ci ho messo secoli per rispondere a domande semplici ed elementari, mentre mi tempestavano di quesiti che io cercavo – talvolta inutilmente – di evadere.
Mi trovavo già in autombulanza, ne deduco quindi che fosse trascorso un tempo piuttosto lungo. Crisi convulsiva – diceva il referto una volta arrivata in ospedale, dove mi hanno portato solo una volta individuato mio marito. I primi nomi che mi sono tornati in mente sono stati quelli dei miei figli: Noah Enzo & Nina Flor. [Credo sia ormai inutile continuare a mettere le loro iniziali su questo blog!] Li ho ripetuti più volte, tanto che mi hanno cominciato a chiamare Nina convinti che fosse il mio nome. Poi, hanno cercato di capire dove abitassi e se avessi un marito, appunto. L’unica cosa che sono riuscita a dire è che abitiamo vicino ad una cabana – uno stabilimento balneare – che loro hanno nominato ed è così che hanno trovato anche Lui, il mio Roberto che non ha perso tempo ed è corso da me.
L’ospedale di Porto Seguro dove sono stata portata non è quello principale, non mi hanno fatto nulla se non un paio di flebo, per poi rimandarmi a casa. Con nostra enorme, immensa, infinita fortuna – ché le cose non accadono mai per caso! – il giorno dopo avevamo già il biglietto per São Paulo, per effettuare i miei controlli trimestrali. La nostra salvezza.

Il volo è trascorso senza problemi, sebbene col senno di poi ci sia stata fatta presente la pericolosità del trovarmi in un abitacolo a tanti metri di altezza. Siamo partiti solo io e lui perché doveva essere una toccata e fuga, di quelle appassionate dove ci metti nel mezzo anche qualche controllo di routine. La prima notte mio marito mi ha fatto una sorpresa super romantica, prenotando un motel – Sì, un motel!!! – di super lusso, con tanto di piscina con piccola cascata e sauna, tutto in camera. Cena tête-à-tête, ma solo dopo un bel bagno in piscina dentro due coloratissime ciambelle. Vino rosso e piatti succulenti, ad addolcire una notizia che solo il giorno dopo avrebbe sconvolto per sempre le nostre vite. Senza possibilità di ritorno.
La mattina dopo avevamo fissato la dermatoscopia con la dottoressa Thaís. Era quello che viene definito un “ritorno” e quindi dei miei oltre 280 nei, ne ha ricontrollati solo alcuni che si era precedentemente segnata. A detta sua ci sarebbero stati da togliere diversi di questi, ma solo per via del mio storico e quindi del melanoma che due anni fa mi ha fatto perdere il sonno per settimane, durate le quali abbiamo temuto davvero il peggio. All’epoca non furono necessarie terapie, considerato che i linfonodi sentinella risultarono puliti. Miracolosamente, a detta dei medici!
Per chi avesse voglia di rileggere quei capitoli di vita, metto qui alcuni links:
Subito dopo avevamo fissato un appuntamento col Dr. Luiz Guillerme – il dermatologo che si è occupato di eseguire l’ampliamento chirurgico dei margini durante l’intervento di pulizia del melanoma, ovvero di ripulire tutta la zona del mio tumore – che realmente é un amore di persona. Ricontrollando insieme i nei, lui ha invece ritenuto che nessuno di questi fosse da asportare e tranquilla sono uscita di lì. Col sorriso.
Subito dopo avevo fissato la TAC al cranio, dove mi sono presentata altrettanto tranquilla. Non so perché, ma ho l’abitudine a non preoccuparmi prima del dovuto. L’esame è durato un bel po’ – forse più del dovuto?! – e quando sono uscita di lì la mia vita sarebbe stata per sempre stravolta.
La faccia di mio marito parlava più forte di qualunque voce, i suoi occhi sembravano persi nel vuoto o forse urlavano una paura che aveva la forma di un mostro. Conosciuto e ritrovato. Il medico che era corso a dargli la notizia, anticipandomi, aveva un’espressione se possibile peggiore. Senza perdere tempo ho preso in mano le lastre ed ho visto con i miei occhi. Una macchia, una palla gigante contornata da un alone – o qualunque cosa fosse. Cancro, la sentenza! Un male dal nome orribile, tornato a farmi visita dopo due anni nell’unico posto che non avevamo previsto di controllare. La mia testa, il luogo inaspettato dove trovare questo scomodo compagno di viaggio ed un medico che ci ripeteva che non poteva farci uscire di lì senza un anticonvulsivante, per evitare crisi che a detta lui potevano ripresentarsi in qualunque momento.
Siamo comunque usciti di lì e quella notte, trascorsa in un comune hotel, non è stata una bella notte. Per nulla.
Il giorno seguente ero già ricoverata. Il Dr. João – l’altro medico dell’equipe del primo intervento, ovvero colui che si è occupato di asportare i linfonodi sentinella poi risultati miracolosamente puliti – è venuto a trovarmi al pronto soccorso, nonostante fosse reduce da un intervento alla schiena ed è grazie a lui se mi hanno ricoverato in uno dei migliori ospedali del Brasile, coperta da assicurazione medica. Cosa che due anni fa non era stata possibile ed avevo quindi dovuto pagare l’equipe, facendomi operare in un altro centro.
Il 7 giugno avevo già un letto assegnato, una flebo al braccio – la prima di un’infinita serie – e mi preparavo a fare esami su esami. In quelli che sarebbero stati dodici giorni davvero importanti per il mio futuro. E questo è solo il primo capitolo di una storia che sta tutt’ora accadendo, la cui fine rimane un mistero per il momento. Siamo in attesa di risultati e risposte importanti. Siamo soprattutto forti e confidenti che tutto andrà bene, non come la prima volta ma comunque bene!

“L’incapacità di pensare in modo positivo può pesare su un malato di cancro come una seconda malattia.”
[Barbara Ehrenreich – Smile Or Die]
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22 Comments

  1. Lia giugno 29, 2018 at 1:21 pm

    Andrà bene andrà bene andrà bene…ripeterò questo mantra per te e forse anche un po’ per me (altra storia ma comunque grande sofferenza)!!! il tuo racconto, così lucido e preciso mi dice davvero molto della tua forza d’animo…ma già si sapeva.
    E’ doloroso, ci si chiede: “Perchè?” ma il tuo coraggio è davvero consolatorio, così come il tuo ottimismo…sento vibrare note belle e positive…andrà tutto bene!

    Ti abbraccio con tanto affetto e calore
    Lia 🙂

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:10 pm

      Spero allora che tutto vada al meglio, per entrambe.
      Ti abbraccio con altrettanto affetto, mia cara Lia!

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  2. Elena giugno 29, 2018 at 2:27 pm

    Sorrido insieme a te.. Insieme alla tua famiglia… Non conosco la sofferenza di un male simile, ma conosco la malattia, la sofferenza e il lottare per la serenità. Eva, mi sono innamorata di Porto Seguro, è quell’energia che ti trasmette l’oceano. Sorrideró ogni giorno pensando a te. Spero davvero che dall’Emilia ti arrivi il mio abbraccio. Ti sono vicina. Elena

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  3. Alice Nicotri giugno 29, 2018 at 2:31 pm

    Vedo ogni tanto le tue foto su instagram e leggo ogni tanto questo blog. Ti auguro che tutto vada bene e lo auguro anche ai tuoi bambini. Saranno frasi banali, ma non posso nemmeno immaginare cosa stai passando. Sei una grande persona

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:12 pm

      Sono felice che tu ci sia, anche se ogni tanto.
      Grazie per la forza, Alice! Davvero.

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  4. Silvia giugno 29, 2018 at 3:07 pm

    Dal giorno in cui ho letto il primo post dove ci avvertiva di quello che stava per accadere non ho fatto altro che pensarti…in un certo modo per una serie di cose mi sento legata a te..sento la tua sofferenza su tante cose perché sono anche un Po le mie,ma sento anche la forza..quella forza che ci viene da dentro quella forza che,ora do un senso alla parola GUERRIERA,nonostante tutto ci fa dire non prepccupatevi per me andrà bene voi pensate ad essere felici….
    Tante cose ci accomunano e avevo bisogno di dirtelo, di dirlo…forse non leggerai mai nemmeno il mio commento o forse,non riuscirò io a trasmetterli tutto quello che vorrei però una cosa voglio dirtelo…
    Mi ritrovo in te in molte situazioni difficili,anche in questa ci sono già passata (Non io direttamente ma mio fratello) non sarà nulla facile…forse niente…ma DEVI PROVARE DEVI LOTTARE DEVI ANDARE AVANTI..siamo donne che hanno già accettato la “crudeltà”della natura nei nostri confronti se ti ha portato in questa situazione è perché hai un modo per uscirne per forza!!!!! Quindi ti prego continua così e io da migliaia di km spero di farti arrivare qualche piccola ma forte vibrazione di affetto solidarietà e forza…tanta forza…ti stimo come donna come mamma e come moglie quindi a Roma si dice se posso permettermi Daje tutta!!!!….e quando puoi dacci tue notizie…
    Un bacione e grazie per quello che ci regali ❤

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:13 pm

      Un bellissimo messaggio di speranza, Silvia.
      Ti ho letto e sento forte la tua vicinanza. Grazie infinite!

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  5. Sempremamma giugno 29, 2018 at 3:19 pm

    Un’altra guerra è in atto, una guerra che vincerai, ancora. Un abbraccio x 4

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  6. Emanuela giugno 29, 2018 at 8:48 pm

    Tanta tanta pazienza!!! Per i sorrisi che colorano le tue giornate Eva!!!

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  7. Laura giugno 29, 2018 at 9:25 pm

    Grazie per aver scritto qui!,,! ……..ogni tua parola scandisce un racconto difficile e doloroso ma é come se contenesse già la forza della soluzione al suo interno… …. sono certa che tu saprai riscrivere un’altra storia della tua vita. Con tutto l”affetto che si può immaginare ti abbraccio. Laura

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:18 pm

      Che parole stupende, Laura. Un punto di vista bellissimo il tuo.
      Ti stringo con altrettanto affetto!

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  8. Alice giugno 29, 2018 at 9:26 pm

    Ho aspettato la sera, dopo una giornata di lavoro e una doccia fresca per leggere, con calma, le tue parole. Le parole che ami, con le quali riesci a trasmettermi emozioni uniche, diverse, forti. Ho letto e riletto il tuo blog, cercando di tirarne fuori la tua massima essenza per i motivi che sai. Ogni parola mi cattura, avrei voluto riportare tutto quanto.
    Mi sono chiesta ripetutamente come fosse possibile. Perché la vita ti ha riservato anche questa battaglia? Non ho trovato risposta. Però di una cosa sono certa: tu sei un inno alla vita Eva. Puoi affrontare tutto con il tuo Roberto ed i tuoi due piccoli miracoli. Ti penso.

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:25 pm

      Alice, nemmeno io ho trovato la risposta. Eppure come dici tu ho trovato la forza, tanta forza, in tutto l’amore che mi circonda!
      Grazie per l’affetto. Grazie di cuore.
      Ti abbraccio.

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  9. Debby giugno 29, 2018 at 11:21 pm

    Ciao Eva, ho scoperto da poco il tuo blog ma mi ha davvero appassionato e in pochi giorni l’ho letto tutto..ti ammiro,per il coraggio e la forza di volontà,ma soprattutto per la grandissima positività che trasmetti. E io voglio farlo insieme a te,ti mando tutta la mia energia positiva!!

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:26 pm

      Arrivata forte, tanta energia e forza.
      Grazie per il tempo che mi hai dedicato, grazie per l’affetto!

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  10. la grazia giugno 30, 2018 at 7:39 am

    scusami non ho capito nulla del racconto se non i nomi dei medici ai quali credo tu sia infinitamente grata, mi sono persa, la spa di lusso invece credo sia stata un’ idea grandiosa, per il resto credevo tu avessi avuto un trauma cranico per la caduta e non una crisi epilettica che sinceramente non so cosa sia anche se ho visto una bambina in crisi e non ho capito niente neanche lì. La mia capacità di comprender queste cose si ferma, sto scrivendo un libro sulla Grazia, e proprio adesso che sto alle correzioni della bozza e dovrei avere punti fermi tutte le parole mi volano davanti, non so se lo finirò mai.
    la tua vita continua a stupirmi, a volte mi sembri tanto forte che vorrei una madre come te, a volte gli occhi di tuo marito somigliano tanto a quelli di mio padre che mi perdo ( te l’ ho scritto tante di quelle volte credo di aver fracassato gli zebedei sorry ) però che ci vuoi fare se fosse facile incontrare uomini così non sarebbero una rarità.
    La cosa che ti invidio: la Calma, io sono incazzata nera, ti giuro, a volte ci sono cose che mi fanno davvero arrabbiare, dovrei contare fino a tremila, e non mi riesce nemmeno di arrivare a tre, vorrei trovare la calma, se dove vivi tu si trova parto subito, spero che tu ci sia e che l’ ospedale non ti trattenga troppo. Complimenti per la compostezza sei una donna molto elegante anche nelle situazioni difficili.

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    1. Il Frutto Della Passione luglio 1, 2018 at 2:29 pm

      Non ho capito bene nemmeno io le tue parole, ma spero che tu possa trovare la giusta pace dentro te stessa. Non è facile, nemmeno io la vivo costantemente. Alti e bassi fanno parte della vita.
      Grazie per i complimenti e per la forza.
      Un abbraccio ed in bocca al lupo per tutto.

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