Buona la terza. L’udienza finale.

A volte anche la totale mancanza di aspettative, può generare serenità.
Si affrontano gli eventi col sorriso, consapevoli delle scarse possibilità di successo ed è proprio in queste occasioni, che la vita ci sorprende.
Due udienze rimandate, cinque mesi di attesa. Otto, dall’arrivo di notro figlio a casa.
Al primo rinvio c’é stato panico, alla seconda batosta una grande rabbia.
La terza possibile delusione l’avremmo presa col sorriso, lo stesso col quale abbiamo affrontato la giornata di ieri.
Siamo arrivati in tribunale alle 15:00, con mezz’ora di anticipo sul nostro appuntamento.
Siamo entrati nell’aula del giudice alle 19:00, dopo quattro ore di attesa.
L’aula, una piccola stanza incolore, era stipata di gente tra cui il
giudice, il pubblico
ministero, la psicologa
che ha seguito tutto il nostro percorso, l’assistente sociale alla quale saremo riconoscenti in eterno,
per aver fatto in modo che nostro figlio fosse proprio N.E. [o almeno così crediamo noi!!] e altre persone, delle quali non abbiamo ben capito il ruolo.
Ci hanno fatto accomodare. Luci, microfoni e videocamera puntati!! Mancava giusto la macchina della verità…
N.E. era agitatissimo. Creatura!! Il giudice stesso ha voluto sottolineare che, quattro ore di attesa in un corridoio, per un bambino così piccolo, sono veramente troppe.
Hanno cominciato interrogando i nostri testimoni, due cari amici brasiliani. Uno alla volta.
Le domande sono state:

– da quanto tempo ci conoscevano

– quando è arrivato il bambino e in quali condizioni
– come è cresciuto e quanto è migliorata la sua condizione
– se qualcuno della famiglia biologica si è mai fatto vivo
– se alcuni dei nostri parenti sono venuti a conoscerlo
– se lo presentiamo alle persone come nostro figlio
Tutti quesiti semplici, alle quali i nostri amici hanno risposto con naturalezza e dolcezza.
Poi hanno preso i nostri documenti, hanno inziato a scrivere sul computer e stampato una grande quantità di fogli.
Nel frattempo il nostro avvocato parlava, amichevolmente, con giudice e promotore.
Il giudice ha chiesto il motivo della scelta di collocare solo il cognome del padre, in contrasto con l’usanza brasiliana di utilizzarli entrambi, quello della madre in primis. Gli è stato spiegato della volontà di far prendere a nostro figlio la cittadinanza italiana e di come, il doppio cognome, complicherebbe l’iter.
Ed è effettivamente così. Era nostro desiderio rispettare l’abitudine di questo paese, fino a quando, l’avvocato italiano, ci ha spiegato cosa avrebbe comportato questa scelta.
Inizialmente verrebbe messo sui documenti italiani solo il cognome del padre, il che significa che sarebbero differenti da quelli brasiliani e solo in secondo momento, potremmo riaprire un ulteriore processo, per aggiungere il mio.
La verità però, è che siamo stanchi. Di avvocati, giudici, tribunali, controlli, udienze, consolati, della lunga e noiosa burocrazia. Quindi no, grazie, un cognome basta e avanza!!
Poi abbiamo atteso. Mio marito seduto, in silenzio. Io nel vano tentativo di fare la mamma modello, che con nonchalance calma il proprio figlio, momentaneamente indemoniato.
La mia testa era divisa in due. Una parte escogitava “divertentissimi” giochi per intrattenere il nostro bambino, con niente in mano, visto che nella stanza non c’erano che scrivanie e i giochi che ci eravamo portati dietro, dopo quattro ore, lo interessavano quanto un muro bianco. L’altra ripeteva mentalmente eventuali risposte ad ipotetiche domande, che avrebbero potuto farmi.
Perché la mia paura principale non era tanto la domanda, quanto la mia capacità di risposta in una lingua che non è la mia.
Intanto però, non succedeva niente. Non ci veniva rivolta alcuna domanda!!
La rappresentante del pubblico ministero ha messo in luce che, avendo fatto tutto secondo la legge, essendo già stati intervistati, analizzati e abilitati dall’equipe tecnica, per lei andava bene così.
Perché dovete sapere che la stragrande maggioranza delle udienze, atte a finalizzare adozioni, che si svolgono in questo paese, riguardano la cosidetta “adoção à brasileira” [= adozione alla brasiliana], che si basa nella registrazione di un bambino a nome proprio, senza il dovuto processo legale.
Il nostro caso, di conseguenza, è stato una passeggiata ai loro occhi. Chiaro, pulito e corretto, come da regolamento.

E noi, che ancora non avevamo ben capito cosa stesse succedendo, abbiamo cominciato a mettere firme, ovunque ci venisse richiesto. Poi, come due ebeti, abbiamo seguito i movimenti degli avvocati, alzandoci con loro, ringraziando ed uscendo dalla quella stanza, con un foglio in mano.
Ci era stato spiegato che normalmente, dopo l’udienza, il giudice si prende del tempo per emettere la sentenza, che poi viene analizzata dal pubblico ministero, il quale decide se acettarla o fissare un ulteriore incontro. Questo procedimento può richiedere alcuni giorni, qualche settimana o addirittura, qualche mese. 
Raramente invece, accade che il promotore decida di “abrir mão”, vale a dire che decida di non fare questioni e di accettare seduta stante la richiesta. 
Ed è quello che è accaduto a noi, ieri.
Questo bellissimo foglio che vedete qui,

questo importantissimo pezzo di carta, è la nostra pronuncia di adozione.
Definitiva, irrevocabile. Quella che chiude il capitolo, quella che ci rende legalmente genitori.
E’ finita.
Già ad inizio settimana, potremo ritirare il certificato di nascita nuovo di pacca. Con i nostri nomi, uno accanto all’altro.
Questa è felicità.
Ogni volta che penso di aver provato tutto, mi ritrovo a fare i conti un una gioia sconosciuta e profonda. Diversa da tutte le altre, come questa qui.
Non è solo esultanza. E’ sedersi, respirare, sentire alleggerito il proprio petto di un peso enorme. 
Vedere in maniera più nitida, quello che sarà il domani.
Ricominciamo da qui.
E’ il momento della seconda parte burocratica, quella italiana, da vivere con maggiore tranquillità, senza la continua sensazione che qualcosa ci scappi di mano, che qualcuno possa portarci via il nostro amore più grande.
E’ il momento di ricominciare a progettare. Avanti con visite e controlli, per dare a N.E. un fratellino, una sorellina o, magari, entrambi. Avanti con i viaggi, con la vacanza italiana che attendiamo con ansia da un anno e otto mesi.
Avanti con la vita vera.
Abbiamo vissuto in stand-by per troppo tempo, adesso torniamo ad essere liberi, come piace a noi. E’ in questo modo che riusciamo, sempre, a dare il meglio.
Oggi è una sorta di rinascita.
N.E. compie sedici mesi ed è particolarmente euforico, probabilmente contagiato dal nostro stato d’animo. 
Mio marito è tornato con un regalo bellissimo, di quelli che mi fanno sentire una vera signora. Un buono di Arezzo, uno dei negozi di scarpe e borse più “scicchi” [come pronunciano qui la parola chic!!] del Brasile, da spendere a mio piacimento.

Inaspettato, in una giornata in cui la sensazione è quella di avere già tutto!!
L’ho già detto che sono vergognosamente fortunata ad avere un marito così?? Mi sa di sì.
Non smetterò mai di essere grata a lui, per aver creato un mondo perfetto, nel quale costruire la nostra colorata famiglia. Così come lo sarò sempre verso questo paese, che ci ha regalato una vita da sogno, un lavoro meraviglioso, un futuro roseo e nostro figlio. 
Sì, NOSTRO FIGLIO.
Nella
vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più
difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un
attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. Ti
aspettano cose nuove.
[Ti prendo e ti porto
via –
Nicolo’ Ammaniti]
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19 Comments

  1. Marica marzo 9, 2013 at 5:57 am

    🙂
    grazie per il racconto… che bello!!!!
    per la nostra prima adozione la finalizzazione e' arrivata cosi' presto che non mi sono mai effettivamente resa conto di quanto possa essere difficile vivere in attesa del "pezzo di carta" …
    ora in bocca al lupo con la burocrazia italiana!

    una cosa non ti ho mai chiesto, ma mi e' venuta in mente ora visto che hai accennato all'argomento: ma sapete qualcosa sulla famiglia biologica di N.E.?

    Reply
    1. Il Frutto Della Passione marzo 9, 2013 at 8:23 pm

      Qui sono stati velocissimi nel farci avere l'affidamento… 3 mesi. Se non avessero rimandato due volte l'udienza, sarebbe stato tutto rapido.
      L'importante è che sia finita!! 🙂
      Crepi, spero proprio di concludere velocemente anche la parte italiana.

      Sappiamo il nome della madre, l'età e di dov'è. Il padre risulta sconosciuto sull'atto di nascita.
      Non abbiamo altre informazioni, visto che non si è mai fatta viva.

      Reply
  2. Alessandra marzo 9, 2013 at 6:30 am

    E finalmente, immagino il senso di liberazione e serenità che starete provando.
    Noi in Cina la sentenza l'abbiamo avuta prima di dell'autorizzazione a partire che lì si che sono rigorosi ed è stata autenticata poche ore dopo che ci hanno messo il topastro in braccio….ma l'Italia ahaaa l'Italia la fonte dei nostri guai :tre mesi per trascrivere la sentenza e dopo sette mesi aspettiamo ancora il certificato di nascita…indi per il nostro bel paese nel lettino di la ho un 'cinese convivente' 🙂

    Reply
    1. Il Frutto Della Passione marzo 9, 2013 at 8:39 pm

      L'adozione internazionale effettivamente è un pò diversa. Nel vostro caso credo che i documenti siano stati indispensabili per far entrare vostro figlio in Italia.
      Nella nostra città i tempi per avere il bambino sono brevissimi, N.E. è arrivato a casa dopo tre mesi dalla decisione di adottare. Poi però vogliono seguire l'adattamento e, se tutto va bene, fissare l'udienza.
      Siamo stati solo un pò sfortunati, perché ce l'hanno rimandata ben due volte.

      Noi cominciamo adesso la parte burocratica italiana… Aiuto!! Considerati i tuoi tempi e considerata la nostra situazione, ben più complessa essendo adozionale nazionale emessa in uno stato estero, non oso immaginare quanto ci vorrà per mettere un altro importante punto.
      Quindi attualmente io in casa ho un "brasiliano convivente"!! 😀

      Reply
  3. antonellaVì marzo 9, 2013 at 10:06 am

    Felicitazioni. Genitori legalmente 🙂 ma in sostanza continui ad essere la mamma di ieri….un pò più sicura e felice

    Reply
    1. Il Frutto Della Passione marzo 9, 2013 at 9:10 pm

      Grazie!! Ancora non mi sembra vero.
      Sì,la routine è la solita. E' dentro che mi sento diversa 🙂

      Reply
  4. Ciccola marzo 9, 2013 at 9:01 pm

    Ti "conosco" da pochissimo, eppure sono sinceramente commossa. Sono felice per voi, siete davvero una bella famiglia.

    Reply
    1. Il Frutto Della Passione marzo 9, 2013 at 9:13 pm

      Ti ringrazio di cuore!! 🙂
      Che bello il tuo diario di viaggio… e quante informazioni utili!!

      Reply
    2. Ciccola marzo 22, 2013 at 5:26 pm

      Se ti va di passare da me c'è un premio che ti aspetta 🙂

      Reply
    3. Il Frutto Della Passione marzo 30, 2013 at 10:04 pm

      Leggo solo adesso questo commento. Sei stata davvero carina!!
      Vediamo se, l'imminente partenza in Italia, mi permetterà di fare altrettanto. In ogni caso, grazie!!

      Reply
  5. Nina marzo 10, 2013 at 8:41 am

    Viene da essere felici pur non sapendo praticamente nulla di voi.. :))
    Siete una famiglia stupenda!
    Nina*

    Reply
  6. Valentina VK giugno 12, 2013 at 4:45 pm

    mamma come mi hai fatto piangereeeeeeee!!!!
    (sono particolarmente devastata da due notti insonni perche' ho entrambe le pupe incatarrate e con la febbre a quaranta…praticamente sto post mi ha tagliato come un grissino)

    Reply
    1. Il Frutto Della Passione giugno 12, 2013 at 10:02 pm

      Povere piccole e povera te!! Forza forza che passa.

      Questo post è bello carico di emozioni!! 🙂
      Un abbraccio a te e alle tue bimbe.

      Reply
  7. Meiqing Xu giugno 30, 2015 at 6:36 am

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