Una storia d’amore e destino

La
chiamata, la tanto attesa chiamata è arrivata. Veloce e
inaspettata.
Non sapevamo ancora di essere in attesa e già il nostro destino era stato scritto.
Il 28 giugno 2012 è iniziato come tanti altri per noi, ancora ignari di vivere quello che sarebbe diventato il primo giorno della nostra nuova vita. In ufficio, lavorando, parlando, facendo quello che chiamiamo routine, proprio nell’attimo prima che una nuova fantastica realtà, si proiettasse verso di noi, inattesa e desiderata, spaventosa e bellissima. Un giorno come tanti, credevamo e mai siamo stati così in errore.
Non scorderò mai il momento in cui ho visto gli occhi
sgranati di mio marito, la sua voce cominciare a tremare, mentre rispondeva a
monosillabi ad una telefonata di cui io ancora non sapevo niente. Poi il vivavoce, le parole della psicologa che sembravano
arrivare da un altro mondo, come se tutto intorno si fosse fermato. Il cuore che batteva all’impazzata, mentre ascoltavamo le parole che avrebbero sconvolto per sempre la nostra esistenza. Lo
sforzo nel cercare di capire cosa ci stesse dicendo: lei che dice che ha
una buona notizia, che c’è un bambino che pensano sia perfetto per
noi… un bambino un pò più grande di quello che avevamo richiesto nel
profilo [in realtà si è sbagliata!!!], un bambino di 8 mesi… ed io avevo già capito, io
sapevo perfettamente che era Lui. E’ stato un istante durato all’infinito e poi quel
nome, il nome di quello che è sempre stato il nostro bambino: E., nostro figlio.

Lacrime, lacrime, lacrime di gioia.. sembravamo noi i
bambini. Non avevo mai visto mio marito piangere di gioia. Gioia vera, la felicità più pura e profonda che abbia mai provato, in una di quelle emozioni che le parole non sanno descivere. Senza dubbio, la più forte che abbia mai conosciuto.
Il nostro “Sì” urlato al telefono, al mondo. I nostri sguardi,
il corpo che trema, i singhiozzi, i sorrisi, gli abbracci, l’amore che ci ha uniti in questi mesi passati, pieni di
difficoltà.
Ma il dolore passa sempre. E noi non ci siamo fermati un attimo, arrivando esattamente dove volevamo.
Non
abbiamo avuto mai un dubbio sulla scelta presa, mai. Era questa la
strada, una strada che ancora non è finita, ma che è la più bella che
abbiamo mai percorso.
Ho amato il nostro bambino dal primo momento in
cui l’ho tenuto tra le braccia e al suo primo sorriso, ero già
irrimediabilmente sua.
Poco importavano le parole dell’assistente
sociale che mi diceva che aveva già una famiglia, poco importavano i
consigli di tutti per cercare di togliermelo dalla testa o peggio ancora
dal cuore.
Mi dicevano che non era lui, che ormai era grande ed essendo noi la coppia più giovane, avremmo avuto un bimbo appena nato. Poco
importava la consapevolezza che non sarebbe mai stato nostro, Lui era
dentro di me e non se ne è mai andato. Era un’ossessione, un pensiero
fisso che nascondevo dentro me. In silenzio, al buio, al costo di
lacrime e vuoto. Avrei voluto lui anche a un anno, anche a due, anche più tardi, sempre e comunque.
Non si sceglie chi amare.
Ed io ho continuato a tenerlo forte dentro me, con tutta la forza possibile.
Ci lega a nostro figlio una storia incredibile… una storia d’amore e destino.
Non riesco ancora a crederci. Non riesco a credere che quegli enormi, meravigliosi occhi neri incroceranno i miei per tutta la vita.
Siamo
stati fortunati, il nostro cammino per portarlo a casa è durato 3 mesi.
Un trimeste pieno di emozioni, ma pur sempre un trimestre. Siamo
davvero fortunati.
Credo abbia contribuito la mia testardaggine nel
seguire il processo, il nostro continuo interesse, le telefonate, la
presenza settimanale in tribunale [i dipendenti ci odiano, ne sono certa!!], le frequenti chiamate alla suora, per sapere del nostro bambino.
La
decisione di non tornare in Italia è stata la più giusta, quando la
psicologa mi disse di non stare via molto, che “ci avevano sempre in
mente”, lo disse non a caso ed oggi, guardando indietro, ci siamo resi conto che
probabilmente quando, due mesi e mezzo fa, la suora ci disse che le avevano
detto di una coppia perfetta per lui… bè, quella coppia eravamo noi. Quando ci hanno detto che E. aveva già una famiglia, probabilmente quella famiglia eravamo noi.
Continuo a sentirmi dire che abbiamo fatto una cosa meravigliosa e a me non piace, suona così riduttivo e unilaterale. Realmente, non
so se abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso noi, non conosco altre
strade non avendole provate, vedo questa nostra scelta come la più naturale per
essere una famiglia, per sempre. E’ così che doveva essere, non ho mai
realmente considerato altre vie.
Quello che è certo, è che Lui ha fatto qualcosa di
meraviglioso per noi. Lui è la felicità più grande e abbiamo tutta la
vita per continuare a costruire e creare il nostro amore insieme.
Sono
grata al destino per avermi fatto il regalo più bello. Non chiedo altro.
Voglio crescere insieme a lui, voglio guardare ogni giorno il suo viso,
voglio sentirlo chiamarmi mamma [o mamãe :)], voglio farlo sentire
amato… Dio quanto amore voglio dare a questo piccolo guerriero, tanto da farlo diventare
una roccia.
Mi dicono di stare attenta a non viziarlo. Sarà già abituato
“bene”, dicono. Io invece, dico che riceverà tutti gli abbracci che non ha
avuto per 8 mesi, riceverà l’amore che gli è stato negato per tutto questo tempo, riceverà la vita che si merita, una vita felice, come tutti i
bambini dovrebbero avere.
Adesso conto le ore che ci dividono per
averlo a casa. Siamo assolutamente impreparati, pensare di fare in due
giorni quello che si fa in nove mesi è follia… ma il nostro entusiasmo è così grande da darci l’assoluta certezza che ce la caveremo benissimo.
Purtroppo oggi, in tribunale, non sono riusciti a far firmare al giudice la libertoria per andare a prendere nostro figlio, speriamo che martedì possa finalmene venire a casa e che non ci siano complicazioni. Sarà il weekend più lungo della nostra vita, non so cosa riusciremo a fare, ma so esattamente dove sarà la nostra testa.
Domenica prossima, 8 luglio, il nostro amore festeggerà i suoi 8 mesi. Quattro infiniti giorni ci dividono dal momento in cui potremo portarlo a casa, esattamente dove deve stare. Solo quattro giorni, cerco di convincermi, ancora altri quattro giorni da aggiungere a quelli passati, è invece quello che mi dice la testa.
Lo abbiamo visto, la prima volta. in un istituto quando aveva tre mesi e mezzo, lo abbiamo
rivisto a 5 mesi, sempre in quell’istituto, che per quanto curato e ben gestito è esattamente il luogo dove nessun bambino dovrebbe vivere. A volte mi sento di aver perso così tanto di lui, di avergli negato amore, pur sapendo di aver fatto l’impossibile. I tempi burocratici vanno oltre la nostra volontà e noi siamo dei miracolati, ad essere riusciti ad avere a casa il bambino che abbiamo sentito nostro, pur non essendolo ancora.
L’amore è incredibile, non smetterà mai di sconvolgermi, di supirmi in tutte le sue forme. Segue un senso incomprensibile e inalterabile, colpisce senza che si abbia la minima possibilità di controllo.
Voglio portare a casa mio figlio, desidero ardentemente cominciare a percorrere la nostra strada insieme, lo voglio tra le mie braccia, voglio il suo odore per tutta casa, voglio la nostra famiglia sotto lo stesso tetto.
Sapere che tuo figlio ti attende, che dorme lontano e solo, è un dolore che nessuna madre dovrebbe provare. Adesso però non posso che cercare di mantenere la calma, respirare a fondo e fare la cosa in assoluto più inadatta a me, quello di cui sono totalmente e irrimediabilmente incapace… aspettare!!!

Questo è il video fatto nel tragitto per andare a parlare col giudice dei dettagli. E’ il massimo che siamo riusciti a fare, in preda ad una felicità delirante!!!

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1 Comment

  1. ilariaeduchiamoci Aprile 7, 2016 at 3:37 pm

    CIAO, TI CAPISCO PERFETTAMENTE, IO SONO STATA ADOTTATA DOPO 1 GIORNO (TI HO SCRITTO GIA UNA VOLTA SU IG), SONO BRASILIANA ADOTTATA DA DUE GENITORI ITALIANI DOPO 7 ANNI DI MATRIMONIO E DOPO ALTRI 9, INASPETTATAMENTE QUANDO MAMMA NON CI PENSAVA PROPRIO E' RIMASTA INCINTA…IO DA FIGLIA ADOTTIVA TI POSSO GARANTIRE CHE SARETE DEI GENITORI FANTASTICI PER VOSTRO FIGLIO, SE VUOI HO LA MIA PAGINA DI FB E MIO BLOG SE VUOI SAPERE QUALCOSA IN PIù, LE HO ANCHE SCRITTO UNA MAIL…
    BACI BACI ILARIA

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